Miao sono Dafne

Sono una micetta giovane di circa 10 mesi. Sono stata recuperata in una colonia non in sicurezza insieme al mio fratellino Yuko. Siamo arrivati in oasi super impauriti e spaventati. Siamo stati messi in una gabbia degenza per i primi controlli e già questa gabbia mi faceva così strano, io che sono nata libera e che non conoscevo gli esseri bipedi.
In quel momento l’oasi era sovraffollata di mamme con cuccioli e altri orfanelli come noi. Le volontarie facevano il possibile per interagire con me, per aiutarmi a rilassarmi ed essere più tranquilla, per imparare ad avere fiducia in loro, ma il loro tempo era poco e, diciamocelo, io non collaboravo per nulla. Quando arrivavano le umane mi mettevo in fondo in fondo tra due scansie strette e mi facevo ancora più piccola di quello che ero. Loro erano brave, non mi hanno mai forzata ad uscire, mi davano la pappa dove mi sentivo sicura.
Man mano i micetti sono stati adottati, anche il mio fratellino Yuko è stato adottato con Mr. Grey da una dolce coppia, lui è riuscito a fidarsi delle umane ed è diventato con loro anche tanto affettuoso.
Anche io con il tempo ho capito che le volontarie erano buone, che non mi avrebbero mai fatto del male, ma questa diffidenza iniziale non mi è mai sparita. Non stavo più nascosta, ma di farmi toccare non se ne parlava. Nel momento pappa arrivavo a poche decine di centimetri da loro, ma il mio mantello era intoccabile.
Ho trascorso i mesi invernali nello stesso reparto, insieme alla mia amica Greta, Bambolina e Simon. Sono stati mesi sereni, avevo il calduccio, la pappa e, dai miei amici pelosi, mi sentivo coccolata e protetta.
A febbraio, hanno deciso di sterilizzarmi e con l’occasione mi hanno testata, sono risultata Fiv positiva. Le dade si sono rattristate della notizia. Sonia, mi ha portata a casa con lei, per farmi fare una degenza tranquilla e pulita, mi diceva che non era un problema, anche i micetti Fiv+ sono voluti tanto bene, che hanno una vita lunga e serena, ma quando sarei tornata in oasi, non sarei più stata con i miei amici di sempre, ma sarei entrata in un altro reparto, dove ci sono altri mici speciali come me.
La dada Sonia mi ha fatto conoscere una casina “vera”, ma io sono rimasta tutto il tempo con la paura di qualcosa che non conoscevo, me ne sono stata nascosta dietro a un trasportino. Capivo la dolcezza di Sonia, lei si sedeva vicino a me, mi raccontava tante cose e intanto cuciva, ma non era il mio posto, sono entrata in oasi libera e così mi sento tutt’ora.
Dopo diversi giorni, finalmente anche le umane hanno capito che non ero adatta a una vita in appartamento e che sarei stata più felice rispettando il mio animo, mi hanno quindi portata nel reparto dei mici speciali. La mattina del primo giorno ho avuto un momento di smarrimento, posto diverso, odori diversi, me ne sono scappata il più lontano possibile da tutti: sotto un bancale. Mi ero trovata proprio un bel posticino sicuro. La dada Laura ha preso un giorno di ferie per controllarmi o così l’ha spacciata, perché io la vedevo giocare con gli altri mici, strani anche loro! Laura li faceva correre con un topolino finto attaccato a un filo, io non ci sarei mai cascata.
Poi… va bhè… sono minutina, ma l’appetito non mi è mai mancato… visto che non succedeva nulla… in serata sono uscita in esplorazione… Che sorpresa! Anche qui veniva fornita della pappa buona, c’erano tante cucce pulite al calduccio per la notte e alla fine i mici che ho incontrato non mi hanno considerata diversa da loro.
Oggi mi sono pienamente adattata, vado d’accordo con tutti e prendo il sole con Fiocco, ma la mia preferita è Miss Molly, con lei mi diverto anche a fare le capriole sull’erba, alla fine del gioco una pulisce l’altra. C’è anche un bel giardino dove a volte si introduce qualche piccolo topolino, il mio istinto da cacciatrice si risveglia, devo difendere i miei nuovi amici e il territorio da questi piccoli invasori.
Sono felice. Mi sento protetta e voluta bene, il mio spirito libero non è adatto a una “classica famiglia” o a una vita da divano. Amo e tengo alla mia libertà, però mi piacerebbe avere una famiglia a distanza. Magari una mamma che venga a trovare solo me, che mi faccia sentire unica e speciale, che dedichi a me le sue attenzioni, che quando viene mi faccia giocare, mi posso adattare anche ai topini di stoffa. Non voglio andare via dal gattile, ma potrebbe essere una famiglia speciale a venire da me.

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